Venerdi, 24 novembre 2017  
 
Romanzi

 

Quasi per sempre
Edizioni Settimo Sigillo

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Guglielmo legge su Facebook un post di Sofia che lo incuriosisce. Le scrive e lei gli risponde: da lì prende il via un contatto giornaliero tramite chat. Ma poi scriversi non è più sufficiente, quindi passano al telefono; poco per volta le conversazioni si fanno sempre più lunghe e più intime e questo li aiuta a rafforzare il legame, tanto che un giorno ammettono d’essersi innamorati l’uno dell’altra. Sentendo l’irrefrenabile desiderio di andare oltre le parole, decidono di incontrarsi. E la loro storia ha inizio. C’è però una domanda che entrambi, con preoccupazione, si pongono: un rapporto che ha preso le mosse nel mondo virtuale, può sopravvivere nel mondo reale? Si rispondono che sono assolutamente convinti di sì e che niente e nessuno li separerà, sebbene questa situazione abbia stravolto le loro vite.
Mentre segue da vicino il dipanarsi della trama, il lettore è spinto a chiedersi se la volontà dei due protagonisti di difendere il proprio amore si protrarrà nel tempo, visto che viviamo in un’epoca in cui domina l’effimero, si giura e spergiura con la medesima facilità e si afferma oggi ciò che domani si negherà.
Nel romanzo si incontrano anche altre figure, ognuna delle quali ha un suo modo di intendere la vita e le relazioni umane diverso da quello di Guglielmo e Sofia, il che induce a riflettere su quale sia il modo giusto, se ce n’è uno, per affrontare l’esistente. (dalla IV di copertina)

 

 

La valle del nulla (2a edizione riveduta e corretta)
Edizioni Settimo Sigillo

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Si legge tutto d’un fiato La Valle del Nulla, primo romanzo di Cesare Ferri, riedito dopo quasi vent’anni dalla sua pubblicazione. Scrittura cristallina, essenziale. Dialoghi diretti, cinici. Sguardo sull’umano acuto e pungente. Un modo di maneggiare la lingua che diventerà la sua cifra stilistica nei lavori successivi. Non è certo un romanzo d’evasione, questo, da sfogliare sotto l’ombrellone oppure nei ritagli di tempo che la nostra vita frenetica ogni tanto ci concede. E nemmeno è una flebo da farci quando ci sentiamo bisognosi di un po’ di cultura o una bella manciata di zucchero da mettere sopra la nostra quotidianità per far finta di essere acculturati. No, niente di tutto ciò. Anche se il libro si consuma così in fretta, resta ancora da leggere – o meglio da vivere – tutta la seconda parte non contenuta in questi sedici capitoli, ma da essi strettamente dipendente. E questa seconda parte si chiama esistenza. (dalla IV di copertina)

 

 

San Babila. La nostra trincea
Edizioni Settimo Sigillo

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Ancora oggi capita di trovare ragazzi che chiedono: «Cos’era San Babila?» mentre nelle loro menti passano gli stereotipi dei “fascio-bar” con occhiali Ray-Ban e scarpe Barrow’s, oppure dei truci e annoiati picchiatori da diporto. La risposta la dà questo lavoro di Cesare Ferri, che non è un mero saggio analitico. Le sue sono pagine di un memoriale che offre la ricostruzione talvolta dolorosa, mai autocelebrativa, di una giovinezza ribelle, nutrita di sogni e di ideali, ma ancor più di azioni e di battaglie. La scelta di scrivere un’autobiografia, di certo, non deve essere stata facile per l’Autore, avendo egli messo in conto il rischio di esporsi alle critiche e ai giudizi malevoli di molti. Ma soltanto un’autobiografia autorevole poteva spazzare via tanti sentito dire, tante millanterie, supposizioni e leggende metropolitane di cui il “mito” di San Babila si è nutrito per quasi quarant’anni e restituire onore e dignità ai numerosi camerati altrimenti ridotti dalla vulgata sanbabilina al rango di elementi folkloristici o, peggio, a derivati malavitosi. (dalla IV di copertina)

 

 

Scatto d'orgoglio
Edizioni Settimo Sigillo

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Un ragazzo, Sandro, una donna adulta, Lavinia, e un amore che li unisce. Durerà per sempre o finirà? Indipendentemente dagli sviluppi che avrà il loro rapporto, certo è che lui cresce grazie a lei ed è ancora per merito di questa donna se scopre la grandezza degli eroi antichi, capaci di sacrificare la propria vita per il bene dello Stato. La conoscenza di quelle gesta fa sì che il ragazzo si renda conto che la sua inerzia è inaccettabile ora che l’Italia sta andando in rovina. È per ciò che il ventiquattrenne Sandro decide di entrare in un movimento politico che lotta perché il suo Paese possa riconquistare quella sovranità e quella dignità che gli sono state sottratte dai Poteri Forti i quali vorrebbero trasformarlo in “una mera espressione geografica”, per dirla alla Metternich. Nel frattempo, accanto al ragazzo si alternano svariati personaggi i cui comportamenti e modi di pensare ci aiutano a vedere “dal di fuori” la società nella quale viviamo. (dalla IV di copertina)

 

 

Fuori dal giro
Edizioni Settimo Sigillo

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La Parigi di oggi non è più la Parigi di quando gli artisti di mezzo mondo vi si recavano in cerca di ispirazione e affermazione, ciononostante Adriano Oneto, un giovane pittore italiano in piena crisi creativa, è proprio nella capitale francese che decide di trasferirsi. Spera di trovare nuovi stimoli calandosi in quel mondo che ha visto agire i suoi amati impressionisti. Cammina lungo le stesse strade, si ferma davanti alle case che hanno abitato, ne ammira le opere: non ha alcuna intenzione di imitarli, ma la vicinanza ideale con loro, che tanto hanno sofferto senza mai arrendersi, lo fa, alla fine, tornare al lavoro. Inoltre ora ha capito come e cosa dipingere e, soprattutto, ha capito che è venuto per lui il momento di dichiarare guerra, attraverso le sue opere, a certa arte contemporanea troppo spesso ancella del brutto.
Ma la vita di Adriano non si esaurisce davanti al cavalletto nel chiuso dello studio anzi, tutt’altro. Eccolo, infatti, difendere le proprie idee controcorrente tanto da sfiorare più volte la rissa con arroganti conformisti, o muoversi tra semplici conoscenze e profonde amicizie, inconfessate speranze e cocenti delusioni, momentanee infatuazioni e teneri affetti. (dalla IV di copertina)

 

 

Vite di cristallo
Edizioni Settimo Sigillo

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"Hai ben da sperare che la campana non suoni mai per te. Magari, per il momento, non suona quella a morto, ma una campanella sì, una campanella che non vuole avvisare gli altri che sei crepato, ma avvisare te che la tua comoda vita, nel giro di poco, te la ritroverai cambiata fin dalle fondamenta. Rintocchi leggeri che nemmeno senti, e bum, casino totale."
Da queste poche righe in apertura di romanzo si intuisce che la vita del protagonista subirà un radicale mutamento, ma non si può immaginare, come di fatto avverrà, che in conseguenza di tale cambiamento conoscerà, tra le altre, persone fuori dell'ordinario e per lui preziose, con le quali condividerà dubbi, esperienze, emozioni.
E riuscirà a guardare al suo passato con gli occhi di chi è consapevole che l'esistenza di ogni essere umano è un continuo divenire e se alcune porte si sono inesorabilmente chiuse, altre se ne apriranno, purché si abbia il coraggio di non fermarsi mai e di andare sempre avanti, dando il giusto peso a ciò che accade. (dalla IV di copertina)

 

 

Effetto domino
Edizioni Settimo Sigillo

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Edoardo Regis, personaggio che può essere accettato o meno, ma che non può non essere discusso, fa del proprio odio un inno e un’arma contro la banalità dell’amore. Edoardo, l’homme révolté, odia gli altri esseri umani non perché misantropo, ma perché essi dimostrano di non provare quel vero amore che lui per primo (la contraddizione è soltanto apparente), prova nei confronti della vita. Non per nulla l’accusa che egli lancia verso i suoi simili è che non sono assolutamente capaci di assaporare, di gustare la vita attimo per attimo. Chi possiede il dono e la maledizione della lucidità esistenziale, chi pone quale primario elemento di riconoscimento il coraggio di guardare la vita in faccia, non può, al contempo, sopportare i comportamenti pavidi e incoerenti di chi segue la corrente della propria epoca. (dalla postfazione di Andrea Bedetti)

 

 

Una sera d’inverno
Edizioni Settimo Sigillo

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Un manifesto esistenziale e generazionale. Un romanzo, quindi, che investe direttamente coloro che, oltre ad appartenere ad una precisa fascia d’età (con l’inevitabile bagaglio di ricordi, errori, speranze, sensazioni e delusioni), hanno condiviso esperienze politiche o ideologiche. E qui, fatalmente, le rimembranze, le amarezze, i tuffi gelidi nelle onde del passato si moltiplicano e si amplificano nel presente. Il romanzo di Cesare Ferri è, di conseguenza, una decodifica, una cartina di tornasole che cambia appena viene toccata da quanti hanno sperimentato lo stesso percorso di Arrigo. E leggendo delle sue vicissitudini, viene alla mente il saggio di Ernst Jünger, Il Trattato del Ribelle. Anche Arrigo, il ribelle di questa storia, si è ritirato nel bosco abbandonato la città nella quale ha lottato, sognato e rischiato la pelle. (dalla postfazione di Andrea Bedetti)

 

 

La Valle del Nulla
Società Editrice Barbarossa

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Il protagonista è un uomo dei nostri giorni che cerca di andare oltre il nichilismo vivendo le esperienze più assurde, ma perciò rischiando un annientamento senza ritorno.

“Ho abbandonato ciò che possedevo, poco per la verità, ma pur sempre qualcosa di più del niente che ho ora, convinto di diventare un uomo libero… Libero, invece, non lo sono affatto: non si è completamente liberi quando si sta aggrappati alla vita come un cucciolo alla mammella della madre…” (dal testo)

 
 
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La società, coloro che ci stanno intorno, sminuiscono l’anima, anziché accrescerla. “L’accresce” solo una ristretta e rara simpatia da “anima ad anima”, da “mente a mente”. E di queste, ne scopri una o due in tutta la tua vita. Ma sono la fioritura dell’anima. Cercala, fuggi la folla, o schivala cautamente.

Vasìlij Ròzanov

 
     
 

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