Sabato, 31 luglio 2010  
 
Romanzi

Effetto domino
Edizioni Settimo Sigillo

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Edoardo Regis, personaggio che può essere accettato o meno, ma che non può non essere discusso, fa del proprio odio un inno e un’arma contro la banalità dell’amore. Edoardo, l’homme révolté, odia gli altri esseri umani non perché misantropo, ma perché essi dimostrano di non provare quel vero amore che lui per primo (la contraddizione è soltanto apparente), prova nei confronti della vita. Non per nulla l’accusa che egli lancia verso i suoi simili è che non sono assolutamente capaci di assaporare, di gustare la vita attimo per attimo. Chi possiede il dono e la maledizione della lucidità esistenziale, chi pone quale primario elemento di riconoscimento il coraggio di guardare la vita in faccia, non può, al contempo, sopportare i comportamenti pavidi e incoerenti di chi segue la corrente della propria epoca. (dalla postfazione di Andrea Bedetti)

 

 

Una sera d’inverno
Edizioni Settimo Sigillo

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Un manifesto esistenziale e generazionale. Un romanzo, quindi, che investe direttamente coloro che, oltre ad appartenere ad una precisa fascia d’età (con l’inevitabile bagaglio di ricordi, errori, speranze, sensazioni e delusioni), hanno condiviso esperienze politiche o ideologiche. E qui, fatalmente, le rimembranze, le amarezze, i tuffi gelidi nelle onde del passato si moltiplicano e si amplificano nel presente. Il romanzo di Cesare Ferri è, di conseguenza, una decodifica, una cartina di tornasole che cambia appena viene toccata da quanti hanno sperimentato lo stesso percorso di Arrigo. E leggendo delle sue vicissitudini, viene alla mente il saggio di Ernst Jünger, Il Trattato del Ribelle. Anche Arrigo, il ribelle di questa storia, si è ritirato nel bosco abbandonato la città nella quale ha lottato, sognato e rischiato la pelle. (dalla postfazione di Andrea Bedetti)

 

 

La Valle del Nulla
Società Editrice Barbarossa

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Il protagonista è un uomo dei nostri giorni che cerca di andare oltre il nichilismo vivendo le esperienze più assurde, ma perciò rischiando un annientamento senza ritorno.

“Ho abbandonato ciò che possedevo, poco per la verità, ma pur sempre qualcosa di più del niente che ho ora, convinto di diventare un uomo libero… Libero, invece, non lo sono affatto: non si è completamente liberi quando si sta aggrappati alla vita come un cucciolo alla mammella della madre…” (dal testo)

 
 
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La società, coloro che ci stanno intorno, sminuiscono l’anima, anziché accrescerla. “L’accresce” solo una ristretta e rara simpatia da “anima ad anima”, da “mente a mente”. E di queste, ne scopri una o due in tutta la tua vita. Ma sono la fioritura dell’anima. Cercala, fuggi la folla, o schivala cautamente.

Vasìlij Ròzanov

 
     
 

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